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Nuova regolamentazione per i tirocini in Lombardia

Pubblicato il 25/09/2018

È partita la nuova regolamentazione per i tirocini e Regione Lombardia nel acquisire le nuove linee guida dei tirocini formativi non si allontana molto dalle guide generali, ma presenta tuttavia alcune distinzioni.

Prima di tutto occorre sottolineare cosa si intenda per tirocinio formativo: i tirocini non costituiscono un rapporto di lavoro, ma sono una particolare metodologia formativa attiva finalizzata ad obiettivi di orientamento, occupabilità e inserimento o reinserimento nel mercato del lavoro. 

Tra le differenze sostanziali che caratterizzano i tirocini sottolineiamo che la Regione Lombardia ha aumentato l’indennità da 400 a 500 euro, in costanza del mantenimento a 300 euro nelle linee guida nazionali. Un’altro punto è relativo all’eliminazione delle agenzie nazionali per l’intermediazione come soggetti promotori, secondo la logica per la quale chi non possiede una sede in regione non possa assumere il ruolo di soggetto promotore.

Il punto più interessante è quello relativo dall’introduzione delle competenze del Quadro regionale degli standard professionali come riferimenti per definire gli obiettivi di apprendimento. È diventato infatti obbligatorio utilizzare le competenze del Quadro per compilare il Progetto formativo e per definire la durata massima del tirocinio: solo una competenza di livello EQF 4 può infatti permettere una durata di 12 mesi. 

Inoltre la Regione Lombardia non utilizza il modello dell’attestazione finale, al termine del tirocinio il soggetto promotore provvede a rilasciare una propria attestazione di svolgimento del tirocinio indicando la tipologia di tirocinio, la sede ed il periodo di svolgimento e provvede alla registrazione sul libretto formativo del cittadino, ove disponibile, se il tirocinante ha partecipato almeno al 70% della durata prevista dal progetto formativo, e a rilasciare un attestato di competenze eventualmente acquisite durante il periodo di tirocinio, con riferimento al Quadro regionale degli standard professionali.

Ultima differenza da segnalare è l’introduzione del cosiddetto “Piano attività”, uno strumento di controllo del tirocinio da parte del tutor del soggetto promotore al fine di arginare i fenomeni di mancato controllo da parte dei soggetti promotori.

Fonte: Learningitaly

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