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Cantine storiche Gancia

Viaggio sotterraneo nella storia dello spumante

Pubblicato il 14/04/2021

Le cattedrali sotterranee

Oggi vogliamo accompagnarvi in un viaggio, che speriamo possiate intraprendere tutti al più presto: siamo in Piemonte per affrontare uno dei più affascinanti itinerari nel mondo dello spumante italiano e nella sua storia ma anche quello meno visibile agli occhi.

È infatti un itinerario sotterraneo quel dedalo di gallerie suggestive che si sviluppano per un km all’interno di Gancia, l’azienda che nel 1865 ha creato il primo spumante italiano, qui che si trova il percorso delle Cattedrali Sotterranee di Canelli, luogo da cui è partita la candidatura che ha portato i paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato a divenire Patrimonio Mondiale dell’Umanità

La sola “Cantina Lunga”, infatti, si apre per 100 metri davanti agli occhi del visitatore. Ancor più lunga è la più profonda cantina Sant’Ilario, che si collega alla Cantina Muratori.

Questi tunnel sono stati scavati intorno alla seconda metà del 1800 a mani nude nel tufo calcareo, ricavando uno spazio segreto sotto ai piedi di chi oggi si reca in questa località del Piemonte per scoprire gli scorci panoramici Patrimonio dell’Umanità.

Nate come isolante termico naturale (capace di mantenere costante la temperatura di 12-14 gradi) queste gallerie sono oggi una meta interessante anche dal punto di vista architettonico. È qui che Carlo Gancia diede vita alle sperimentazioni che scrissero il suo nome nella storia dell’enologia italiana. 

Si parte dalla sala dove è possibile assistere alla proiezione di filmati storici, adibita inoltre ad area per ospitare convegni e meeting aziendali. Degustazioni e presentazioni guidate sono invece organizzate nella Sala Emozioni e nel giardino.

Continuando il percorso si trova la tappa dedicata al Gancia Club e la “Polveriera”, cantina storica di fine Ottocento.

Il nome di questo luogo riporta all’epoca in cui Carlo Gancia conduceva qui le proprie sperimentazioni.

Egli dovette portare a termine numerosi esperimenti per ottenere quello che fu il primo spumante italiano, ed alcune bottiglie, prima di essere dominate dai maestri vinificatori, erano inevitabilmente destinate a scoppiare, non essendo ancora stati perfezionati il vetro e l’elasticità del tappo.

Da questi episodi prese il nome di “Polveriera”. Ad arricchire quest’area vi sono anche i poster storici Gancia, realizzati da famosi artisti che hanno fatto la storia della pubblicità della prima metà del Novecento come Cappiello, Golia, Marangolo.

Tra i luoghi che fanno della cantina Gancia un vero libro aperto sulla storia dell’enologia vi è il museo che raccoglie le testimonianze di una realtà che ha saputo essere sempre all’avanguardia.

Davanti agli occhi si apre infatti l’Infernotto, suggestiva e buia cantina di inizio Ottocento dove riposano bottiglie storiche e di particolari vendemmie/millesimi. Si tratta di una sorta di “caveau” Gancia. Qui il pubblico trova un archivio fotografico che ha immortalato alcuni momenti storici.

In mostra vi sono anche gli antichi libri contabili di fine Ottocento e le immagini pubblicitarie con grandi nomi. 

Immergendosi nelle Gallerie Gancia, il visitatore può poi vedere da vicino le storiche pupitres con millesimati particolari e barriques di rovere francese dove maturano le basi per la preparazione della cuvée.

Un’area di circa 500 metri ospita invece un’esposizione di antiche attrezzature e le tracce della lunga tradizione di Gancia e delle sue sponsorizzazioni come quelle in Formula 1 con Benetton ed Offshore con la vittoria del campionato italiano, europeo e del mondo.

Qui si trovano inoltre le bottiglie in fermentazione “sur lattes”, ovvero le bottiglie tenute in posizione orizzontale durante la presa di spuma. 

Quella di Gancia è una delle quattro Cattedrali Sotterranee che aprono le loro porte in occasione delle principali manifestazioni cittadine.

Tra gli appuntamenti più significativi vi sono Canelli città del Vino, la Festa del Moscato, la Fiera del Tartufo (per maggiori informazioni www.canellieventi.it).

Per l’Unesco i paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato «sono una eccezionale testimonianza vivente della tradizione storica della coltivazione della vite, dei processi di vinificazione, di un contesto sociale, rurale e di un tessuto economico basati sulla cultura del vino».

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